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Mondragone

Scavi Archeologici Monte Petrino

Scavi Archeologici Monte Petrino Scavi Archeologici Monte Petrino

Si è svolta a settembre la quinta campagna di scavo presso la Rocca Montis Dragonis, l’insediamento fortificato di età medievale che sovrasta l’attuale abitato di Mondragone, in provincia di Caserta. L’indagine archeologica, condotta in collaborazione con la Dott.ssa Graziella Ruggi d’Aragona, responsabile per il territorio della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta, è diretta dal Dott. Luigi Crimaco, Direttore del Museo Civico Archeologico della Città di Mondragone e dalla Dott.ssa Francesca Sogliani, ricercatrice CNR-IBAM e docente di Archeologia Medievale dell’Università della Basilicata.
Lo scavo ha visto come di consueto la partecipazione attiva di studenti, laureati e specializzandi in archeologia di diversi Atenei italiani. “Le indagini archeologiche sono sostenute anche quest’anno dal Comune di Mondragone, senza la cui attenzione e sensibilità nei riguardi del patrimonio culturale cittadino l’importante iniziativa non avrebbe potuto continuare in questi anni” ricorda il dott. Luigi Crimaco. L’insieme architettonico, attestato nella documentazione scritta dagli inizi del XII secolo, costituisce un nucleo insediativo fortificato di notevole interesse e di particolare rilievo rispetto alle caratteristiche di occupazione del territorio in età medievale, così da configurarsi come un esempio paradigmatico del fenomeno dell’incastellamento in questa regione. “Siamo di fronte ad un archivio monumentale vivente della memoria medievale dell’alta Campania” afferma l’assessore alla Cultura Giovanni Schiappa “ e l’impegno dell’Amministrazione Comunale sarà costante e continuo per permettere una indagine sistematica i cui risultati, mi auguro, siano a breve riassunti in una pubblicazione”.
La campagna di scavo di quest’anno ha avuto come obbiettivo l’ampliamento delle zone indagate nelle campagne precedenti e cioè il pianoro sommitale, che costituisce il ridotto fortificato originario dell’intero complesso, delimitato da una prima cinta muraria ad andamento fusiforme, ed alcuni edifici del villaggio che si estende ai piedi del primo recinto, occupando il versante occidentale dell’altura, anch’esso a sua volta racchiuso entro una estesa cinta muraria. A ridosso dell’area pavimentata con un massetto di malta lisciata in superficie, relativa ad uno spazio comune aperto funzionale forse alla raccolta e al controllo delle derrate agricole raccolte a valle dai contadini, centrale a tutta l’area sommitale, si intende completare lo scavo degli ambienti occupati dalla grande fornace basso medievale per il vetro rinvenuta l’anno scorso, per comprendere appieno l’articolazione degli edifici ubicati all’interno della prima cinta fortificata. Le strutture rinvenute risultano al momento frequentate fin dall’età federiciana e abbandonate nella seconda metà del XV secolo, come attestano i rinvenimenti ceramici e metallici, assieme a numerose monete databili tra il XIII e la fine del XV secolo. Nel villaggio sottostante si completerà lo scavo della necropoli all’interno e all’esterno della chiesa a navata unica monoabsidata, ubicata al margine occidentale del borgo, già iniziato nel 2001. Al momento sono state messe in luce una quarantina di sepolture all’interno della navata, relative ad individui adulti e a bambini appartenenti probabilmente a nuclei familiari distinti. All’esterno dell’edificio religioso è stata scoperta la strada di accesso che metteva in comunicazione la chiesa ed i suoi annessi con il resto dell’abitato ed è stato così possibile integrare i dati relativi alla viabilità interna dell’insediamento fortificato. Oggetto di particolare interesse quest’anno saranno gli edifici che sono stati individuati all’esterno dell’abside della chiesa già nella scorsa campagna, il cui scavo chiarirà meglio la sistemazione dell’area e le trasformazioni della viabilità di collegamento tra la chiesa ed il grande torrione esagonale di età federiciana. “Il Comune di Mondragone continua e persiste sulla via della valorizzazione dei propri Beni Archeologici” afferma il Sindaco Ugo Alfredo Conte “sia nell’ottica di salvaguardare la propria memoria collettiva sia perché i Beni Culturali sono gli unici grandi attrattori che offrono prospettive turistiche di sicuro successo.

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